Proprio come il “figlio prodigo” anche noi abbiamo peccato contro il nostro Padre celeste. Di continuo facciamo ciò che Egli ha proibito. Per esempio, diciamo il falso, facciamo pettegolezzi, a volte siamo avari ed egoisti, ci arrabbiamo facilmente e amiamo solo chi vogliamo.

Naturalmente, facciamo anche cose buone per gli altri. Cerchiamo di cogliere ogni opportunità per aiutare il prossimo e la nostra famiglia, che è la cosa più importante della nostra vita. Questo è certamente molto importante, però non dobbiamo pensare che solo per questo saremmo assolti al momento del giudizio di Dio. Dio ci ha fatti per se stesso.

È dalla infanzia che non viviamo per Lui. Infatti, se ci fermiamo a riflettere, come possiamo rispondere alla domanda: quanto spesso pensiamo spontaneamente a Dio? Abbiamo cosi tanti pensieri che non c’è posto per Lui. Durante il giorno abbiamo solo tempo per pensare a cose come “Cosa posso fare per sentirmi più felice?”, “Cosa devo fare per farmi apprezzare dagli altri?”; ed ancora, “Cosa devo fare per guadagnare più soldi possibile e fare cariera?”.

La nostra felicità, la nostra superbia, il nostro egoismo e la nostra vanità hanno priorità assoluta nella nostra vita. Noi stessi ci mettiamo al primo posto e non Dio. È per questo che non riusciamo a capire più il vero scopo per il quale siamo venuti al mondo. In Romani 1: 21a sta scritto che l’ira di Dio verrà sull’ umanità “perché, pur avendo conosciuto Dio, non l’hanno glorificato come Dio, né l’hanno ringraziato; ma si sono dati a vani ragionamenti e il loro cuore privo d’intelligenza si è ottenebrato.”