La verginità di Maria iniziò a sucitare un crescente interesse, a seguito della venuta del Nuovo Testamento, da parte dei Padri della Chiesa e dei credenti.

Uno dei primi a scrivere riguardo la vergine obbediente fu Giustinio martire (100-165 AD). Un fondamento cruciale per la devozione di Maria è stata posta alla fine del secondo secolo attraverso il proto-Vangelo di Giacomo, uno scritto apocrifo (quindi non riconosciuto), che in realtà è una biografia riguardo Maria. Questo scritto apocrifo non è stato inizialmente accettato: esso espone il commento riguardo il Vangelo di Matteo ad opera Origene di Alessandria.

Origene scrive dell'esistenza di molte persone che, in base al Vangelo di Pietro e/o al Vangelo di Giacomo, sostengono che i fratelli di Gesù non erano figli di Maria, (X,17). Il proto-Vangelo di Giacomo afferma che i fratelli di Gesù non erano figli di Maria. Origiene sottolinea che queste persone vogliono avvalorare la tesi secondo la quale Maria fosse vergine (X,17). Il proto-Vangelo di Giacomo afferma che Giacomo, il fratello di Gesù, proveniva da un precedente matrimonio di Giuseppe. Un'interpretazione successiva e ancora diffusa viene da Geronimo (IV-V secolo d.C.) secondo la quale si afferma che Giacomo fosse cugino di Gesù.

Maria ha avuto altri figli? E' sorprendente che Gesù non venga chiamato unigenito ma primogenito (Mat. 1:25, Luc. 2:7). Nel momento in cui fu detto a Giuseppe che Maria era incinta, lui non l'aveva ancora conosciuta (Mat. 1:25). Lo stesso verbo compare di nuovo nella domanda di Maria all'Angelo: come ciò può succedere se io non ho conosciuto uomo? (Luc. 1:34). In altre parole la questione verte sul fatto che loro avessero avuto o meno rapporti sessuali tra di loro. Giuseppe non la conosceva finquando Gesù non fu nato. In altre parole la Maria che noi e la sua famiglia conosciamo dai Vangeli è diventata una Maria "romana" nel corso dei secoli.