Sono un pastore evangelico da più di 20 anni e ora servo nel consiglio di una chiesa evangelica oltre ad essere un editore della rivista “En la Calle Recta”. La parola evangelico è stata per me, fin dall'infanzia, una parola eretica uguale alla parola protestante.

Timore e gioia

Sono nato nel 1955, in una casa con una tradizione cattolica romana come la maggior parte degli spagnoli. I miei genitori mi portarono a battezzarmi poco dopo la mia nascita. Quando avevo otto anni ricevetti la prima comunione, confidando ciecamente e felicemente che Dio fosse racchiuso in quella piccola ostia consacrata che mi mettevo in bocca. La guardavo con grande timore per non mordere Dio, ma poi ascpettavo ad ingoiare quel pane, per non soffocare.

La gioia di avere Dio "dentro" è stata presto dimenticata e mi sono dedicato a conoscere tutto ciò che il mondo offre a un adolescente. Fino all'età di 16 anni andavo a messa tutti i giorni, essendo uno dei pochi studenti della scuola salesiana che ancora partecipava a questa celebrazione. Da allora in poi, tutti i miei compagni di classe e io abbiamo smesso di andare in chiesa perché non ci dava assolutamente nulla.

Buone intenzioni

Ricordo una volta, poco dopo aver lasciato la scuola, ho visitato una chiesa cattolica romana per riprendere la vita cristiana e rispettare tutti i comandamenti, ma la buona intenzione è durata 24 ore. Mi dicevo che ero una brava persona, che Dio era il mio “amigo” e che quindi capiva il perche non seguivo tutte le prescrizioni dei comandamenti.

La Bibbia

Ho continuato a essere una canaglia fino al giorno in cui mi sono sposato. Quel giorno ho messo di nuovo piede in una chiesa. Ma solo quel giorno. La mia vita e quella di mia moglie erano condannate al più clamoroso fallimento coniugale finché un giorno un evangelico mi sfidò a leggere la Bibbia. Com'è che come cattolico non avevo letto tutta la Bibbia, ma solo alcune storie sacre e alcuni vangeli? Poi ho scoperto che c'erano libri come Proverbi ed Ecclesiaste pieni di ricca saggezza per tutti, o epistole come quella di Giacomo che dice le cose così chiaramente che anche i più stolti possono capirle.

Fu allora, quando all'età di 27 anni, leggendo la Bibbia da solo in un albergo, Dio mi parlò potentemente attraverso la sua Parola. Stavo leggendo il Salmo 50 quando alcuni versi hanno toccato profondamente il mio cuore:

“Perché vai elencando le mie leggi e hai sempre sulle labbra il mio patto, tu che detesti la disciplina e ti getti dietro alle spalle le mie parole? Se vedi un ladro, ti diletti della sua compagnia e ti fai compagno degli adùlteri. Abbandoni la tua bocca al male e la tua lingua trama inganni. Ti siedi e parli contro tuo fratello, diffami il figlio di tua madre. Hai fatto queste cose, io ho taciuto, e tu hai pensato che io fossi come te; ma io ti riprenderò e ti metterò tutto davanti agli occhi (16-21).

Grazia

Dio ha fatto un ritratto della mia vita con quelle parole. Ero quel cattivo di cui parla nel salmo. E fino a quel momento era rimasto in silenzio. Poi mi ha rimproverato in modo tale che sono caduto in ginocchio sul pavimento dell'hotel, piangendo per ore. Dio avrebbe potuto distruggermi e non l'ha fatto. Ha avuto pietà di me. Da quel momento ho capito che appartenevo a lui. Che mi amava per grazia. E ho compreso il valore perfetto di tutta l'opera di salvezza in Cristo.